Ho cominciato a lavorare ad otto anni nella bottega di fruttivendolo di mio padre. Da piccolo mi occupavo di portare la spesa a domicilio e quando era troppo pesante mi aiutavo con un piccolo carrello. Se dovevo portarla su a casa dei clienti in palazzi sprovvisti di ascensore facevo più viaggi per alleggerire il mio carico. Spesso mi regalavano qualche monetina che io facevo velocemente sparire per evitare che mio padre se ne impossessasse. Quando ho compiuto undici anni sostituivo mio padre in bottega dalle due alle cinque di pomeriggio permettendogli così di pranzare a casa e di farsi un riposino pomeridiano. Facevo un po di cresta sugli incassi pochi euro racimolati arrotondando i conti a mio vantaggio Quando ho compiuto quattordici anni ho cominciato a sostituire mio padre per intere giornate, quando lui si sentiva stanco o stava male. Poi appena maggiorenne ho preso la patente e l’ho accompagnato a comprare la merce al mercato ortofrutticolo fin quando non ero abbastanza esperto da poterci andare da solo. Adesso ho venti anni, tutti mi chiamano Franco il fruttivendolo e nella mia vita non sono mai stato giovane.